Strategia PLM: scelte che fanno la differenza

Strategia PLM: Come fare la prima analisi?

Nel momento in cui un’azienda diventa consapevole della necessità di implementare all’interno della propria struttura un sistema PLM, viene dato il via ad una serie di ricerche e analisi complesse e minuziose. Si tratta di mettere in piedi una vera e propria strategia PLM.

Le opzioni fornite dal mercato sono parecchie, e anche se a prima vista potrebbero apparire molto simili tra di loro, una successiva indagine più accurata fa emergere le abissali disuguaglianze tra le varie proposte.

Inizialmente la via più semplice e sicura appare quella di affidarsi al proprio fornitore CAD, la fiducia è il primo punto a favore che fa propendere verso questa “scelta”, che in realtà più che una scelta sembra, a volte, la strada più facile, già definita in partenza.

E' davvero la giusta strategia PLM? Quali sono i limiti di una scelta di questa portata?

La soluzione prescelta dovrebbe essere adattata alla propria realtà, mentre la struttura rigida di programmi di questo tipo, non permette agli utenti di muoversi liberamente, ma prevede inesorabilmente un investimento di tempo e denaro per l’adattamento alle proprie esigenze.

Inoltre, per qualsiasi necessità, ci si trova costretti a fare riferimento agli specialisti del prodotto, in quanto agli utenti finali non vengono dati tutti gli strumenti per riprogrammare e riadattare la soluzione prescelta.

La maggior parte dei prodotti presenti sul mercato inoltre, sono programmabili, pertanto, prima di essere perfettamente aderenti alla realtà di ogni azienda, devono essere lungamente adattati dai consulenti dell’azienda fornitrice e prevedono lunghi tempi di analisiprogrammazione, sviluppo; anche il minimo ampliamento non può essere svolto in autonomia.

I conti non tornano

Se inizialmente, dunque, la scelta della soluzione proposta dal proprio fornitore di fiducia può sembrare la più naturale, semplice e produttiva, l’investimento affrontato per la personalizzazione di prodotto, e i costi operativi per l’espansione del software nel corso degli anni, faranno emergere un altro lato di questa realtà. Infatti l’incidenza di questi costi andrà ad aumentare notevolmente l’investimento iniziale, incrementando ad ogni minimo cambiamento anche il Total Cost Of Ownership (TCO).

Ma l’80% del budget non dovrebbe essere dirottato per la realizzazione dell’obiettivo concreto del progetto, e il 20% venire stanziato per l’implementazione e l’amministrazione del Software?

Eppure, attualmente, nella maggior parte dei casi, succede l’esatto contrario, che rende controproduttive queste operazioni il cui scopo dovrebbe essere quello di agevolare la gestione aziendale ed ottimizzarne i costi.

Come ottenere un TCO ridotto

E’ necessario innanzitutto valutare l’implementazione di un sistema che sia configurabile e implementabile gradualmente (a step autoconsistenti). costi devono essere visibili fin da subito, in maniera chiara e trasparente, non ci devono essere ulteriori costi aggiuntivi “fantasma”.

Ma le caratteristiche da valutare per essere sicuri di aver scelto la soluzione più adatta alle proprie esigenze non si fermano qui: le aziende che adottano una soluzione PDM PLM non dovrebbero dipendere dal proprio fornitore, ma dovrebbero avere la possibilità di nominare un amministratore interno di sistema che possa gestire in autonomia almeno le funzioni base del prodotto prescelto.

Inoltre, la capacità Multicad, rende un sistema PLM ancora più adattabile:  è questo il caso di aziende con più CAD (elettronici, meccanici….), o di incorporazione di aziende che utilizzano CAD diversi e devono adeguarsi l’una al CAD dell’altra, piuttosto che altre realtà che scelgono di mantenere entrambi i CAD in uso.

Sistema configurabile,  ad implementazione graduale, piena visibilità dei costi del progetto, capacità Multicadautonomia gestionale, sono solo alcune delle caratteristiche principali che permettono il contenimento dei costi e il raggiungimento di un’organizzazione aziendale ottimale… PRO.FILE è questo e molto altro!

Strategia PLM: la scelta del partner giusto

Come esaminato nei precedenti paragrafi, la scelta del PLM più adatto alle proprie esigenze aziendali che possieda tutte le carte in regola per agevolare davvero i processi aziendali e contenere i costi, è una scelta che va ponderata e analizzata con calma e con la massima accuratezza. 

Ma di altrettanta importanza è la scelta del Partner giusto: il PLM è senza dubbio la scelta che va vagliata più a lungo, ma l’essere affiancati da specialisti altamente competenti e affidabili diventa ugualmente determinante nel processo di selezione, implementazione e nell’assicurare una continuità appropriata all’intero progetto PLM. Si tratta infatti di un progetto a lungo termine, che non si conclude con l’implementazione, ma che perdura nel tempo, e prevede una stretta collaborazione e fiducia tra le parti coinvolte.  

Cadtec è PRO.FILE Competence Center dal 2002 e l’esperienza maturata con il tempo nel settore, oltre alla continua formazione e al metodo di lavoro ben strutturato e standardizzato, permettono di assistere i clienti in modo costante e proattivo. 

L’ambiente giovane e in costante crescita è fortemente motivante, e con l’obiettivo di trasmettere in maniera trasparente tutte le informazioni utili all’ampliamento della conoscenza presso i nostri clienti, si riescono ad instaurare dei rapporti di fiducia e totale collaborazione. 

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Alla guida dell’eccellenza del PLM: il potere trasformativo dell’OCM

La nascita di un nuovo prodotto, a partire dalla bozza iniziale, fino ad arrivare alla realizzazione del prodotto finito che esce dalla linea di produzione, presume un processo composto da molteplici fasi ben delineate, ognuna delle quali ricopre un ruolo determinante. Ogni singola fase di questo processo necessita della totale connessione tra responsabili di prodotto, tecnici, e tutti i collaboratori dell’azienda.

Una solida collaborazione, che preveda continue interazioni, attraverso un costruttivo scambio di idee, per convalidare il prototipo prima di mettere a punto il sistema di esecuzione della produzione, è di vitale importanza per il buon esito dell’intero processo.

Per ottenere questa collaborazione, tuttavia, spesso bisogna attuare strategie di OCM – Change Management dei vari attori coinvolti.

Il ciclo di vita del prodotto e la gestione dell'OCM

Tutti i movimenti del prodotto devono essere tracciati, ad ogni livello aziendale, con l’obiettivo di sostenerlo in ogni fase: codifica e ricerca articolo, gestione delle versioni e revisioni, modifiche della distinta base, stress test di laboratorio prima della messa sul mercato, gestione della qualità, e quant’altro comporti una gestione più ampiamente intesa del prodotto.
Detto in altri termini, si tratta di gestire l’intero ciclo di vita del prodotto – Product Lifecycle Management (PLM).

Questo passaggio non è solo metodologico, ma bensì prevede anche l’intervento di un cambiamento di mentalità o OCM che coinvolga in modo proattivo il personale aziendale dirigenziale.

Il PLM non è di esclusiva competenza IT

Nonostante il PLM possa sembrare un processo lineare e compartimentato, in realtà tutte le unità aziendali di business e le parti coinvolte, devono lavorare costantemente in maniera integrata e strutturata. Separate attività di produzione sequenziali non richiedono necessariamente che un’attività si fermi prima di iniziare lo step successivo.
I progetti devono spesso essere revisionati in corso d’opera, inoltre le metodologie PLM variano a seconda che un prodotto sia configurato, progettato o assemblato per l’ordine.

Solitamente questi progetti vengono trattati come progetti di esclusiva competenza IT, ci si focalizza quindi a senso unisco sull’implementazione di strumenti virtuali e software che integrino applicazioni (CAD, CAM), metodi e dati di prodotto.
A causa di questo approccio limitato le aziende non prendono così in considerazione l’elemento più critico e importante: l’utente finale.

L’arma vincente infatti non consiste solamente nell’allineare la visione sul PLM alle strategie aziendali, ma anche e soprattutto nel coinvolgere il cliente fin dall’inizio.
Con il mercato globale del PLM pronto a raggiungere 75,87 billioni di dollari entro il 2022, è giunto il momento che le aziende si rendano conto che il PLM è più di una semplice somma dei soli componenti tecnologici.

La guida al cambiamento: un approccio dall’alto verso il basso

Poiché la maggior parte dei modelli operativi attuali è costruita attorno a silos indipendenti l’uno dall’altro, i processi di sviluppo di nuovi prodotti (NPD) tendono a essere frammentati e non seguono standard comunemente concordati. Gli esperti in materia (Subject Matter Experts) non vengono coinvolti nel processo sin dalla fase iniziale di concettualizzazione, pertanto non c’è da meravigliarsi se i nuovi programmi introdotti per ristrutturare processi profondamente radicati, incontrano resistenza e mancanza di sponsorizzazione esecutiva. Le aziende moderne focalizzate sui clienti, richiedono soluzioni PLM complesse e dettagliate dal punto di vista tecnico; ricopre dunque un ruolo chiave la profonda conoscenza dei processi interni.

La resistenza al cambiamento aumenta quando le nuove iniziative entrano in conflitto con progetti già esistenti e ben consolidati. Per dare il giusto valore all’adozione del cambiamento, le imprese devono quindi definire gli obiettivi aziendali, identificare chiaramente le aree di miglioramento, stabilire i KPI e definire un benchmark sulla maturità dei processi per scoprire e colmare le lacune esistenti.
Serve un approccio ben strutturato alla gestione del Change Management (OCM). L’implementazione di soluzioni PLM dovrebbe essere attuata attraverso un framework di realizzazione dei benefici. A seguire è necessaria un’attenzione costante per una corretta formazione dei singoli utenti, che ne aumenti gradualmente le competenze al fine di allinearsi con i processi ridefiniti e, infine, i sistemi.

Ciò comporterà a seguire una rivalutazione dei ruoli e delle responsabilità dei dipendenti, la creazione di piani di mitigazione, se necessari, e una sinergia di team interdisciplinari per supportare cicli di vita brevi e agili e ridurre il time-to-market, coinvolgendo nel contempo gli SME in ogni momento critico. Il modello di realizzazione dei benefici dovrebbe essere basato su un modello OCM orientato agli obiettivi, che funga da spinta alle singole parti interessate, e all’azienda nel suo complesso, per abbracciare con positività il cambiamento. A questo proposito, un approccio OCM a cinque vie (consapevolezza, desiderio, conoscenza, abilità e rinforzo – acron. Inglese ADKAR) dovrebbe focalizzarsi principalmente sull’allineamento organizzativo e sullo sviluppo di una roadmap valida a tutti i livelli aziendali, che definisca i requisiti di sponsorizzazione, la profondità e l’ampiezza dell’impegno dei dipendenti; un piano per creare competenze per la gestione di tecnologie e responsabilità e gestione della comunicazione.

A sua volta, questo richiederà ai PLM Manager di creare la consapevolezza del cambiamento del processo PLM, attraverso workshop e seminari informativi. Sarà importante attuare una rigorosa e strutturata strategia di formazione tecnica, per fornire ai dipendenti le competenze che si renderanno necessarie durante l’intero processo di transizione. Infine estendere le abilità dei dipendenti per coprire i servizi post-vendita e il sostentamento di un prodotto, consentirà alle imprese di avere un ROI in continuo incremento anche dopo la conclusione di una vendita.
Le aziende che hanno seguito questo approccio hanno ridotto i costi del prodotto del 17%, diminuito i costi di sviluppo prodotto del 16% e incrementato le entrate del 19%.

Migliorare la collaborazione: l'obiettivo finale del PLM

Secondo alcune ricerche dal 50% al 75% dei tentativi di cambiamento falliscono prima di aver raggiunto i risultati desiderati.  Nel tentativo di allineare le persone e i processi con obiettivi di business rinnovati, i produttori tendono a ignorare l’inevitabile incidenza dei cambiamenti di ingegneria (ECs). Questi sono particolarmente difficili da gestire perché le loro origini ed effetti sono frazionati in tutte le fasi del ciclo di vita di un prodotto. In effetti, per la maggior parte dei processi di NPD, la gestione dell’Engineering Change è diventata un collo di bottiglia notevole.

Oltre a sviluppare un piano formale per l’implementazione dell’ EC, le organizzazioni devono promuovere la comunicazione e la collaborazione tra le parti interessate per coordinare gli sforzi di esecuzione attraverso le fasi e le unità aziendali. Poiché i sistemi PLM sono progettati per fungere da repository di informazioni sulla progettazione e sulla produzione, le aziende sono già in grado di scambiare e accedere liberamente alle informazioni di prodotto e di configurazione. Le best practice possono essere condivise tra le diversi sedi, eliminando completamente la per costose iterazioni, riducendo i costi di sviluppo dal 30% al 50% e aumentando la fattibilità della produzione.

E tu, hai già definito il tuo obiettivo finale?

Vuoi ottimizzare i tuoi processievitare perdite di datitracciare in modo puntuale tutte le fasi del prodotto?
Hai mai valutato quanto una corretta gestione dell’intero ciclo di vita del prodotto potrebbe snellire e automatizzare i processi della tua azienda?
Ogni settore può essere coinvolto nella trasformazione digitale, traendone notevoli benefici sia economici che in termini di produttività.

Potresti  risparmiare in termini di tempo e di produttività con l’utilizzo di una soluzione PLM che permetta la piena collaborazione i diversi dipartimenti aziendali.

Noi di CADTEC applichiamo tutte le potenzialità della soluzione PRO.FILE che consente di ottimizzare i processi PLM, monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento e misurare le performance in ottica di miglioramento continuo.

Fonte dell’articolo: www.ltts.com

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Perché gestire lo sviluppo CAD di prodotto con il PLM?

Perché gestire i dati CAD 3D con il PLM?

Secondo una ricerca condotta da RAAD Research i prodotti tecnologicamente avanzati non possono più essere sviluppati senza il supporto di un sistema PLM che garantisca una efficace fase di R&D e un time-to-market ridotto secondo quanto previsto dal mercato attuale. Grazie ad una puntuale gestione del ciclo di vita del prodotto i limiti della capacità di archiviazione del file system e il problema del backup dei dati vengono in tal modo superati facilmente.
Il PLM consente di memorizzare in modo sicuro nel proprio database la conoscenza e il know how associati al prodotto (propri dei sistemi di modellazione solida 3D) ed è per questo motivo che risulta indispensabile l’integrazione tra CAD (MCAD e ECAD) e PLM, in modo da condividere tale risorsa sempre aggiornata e coerente con tutta l’azienda: in tal modo tutti i dipendenti che sono abilitati a farlo possono accedere alle informazioni principali e più importanti, indipendentemente dal sistema CAD e ERP.

I vantaggi del PLM nella gestione dei dati CAD

  • Controllo e monitoraggio dei processi di approvazione e di modifica per garantire la sicurezza dei processi.
  • Controllo e monitoraggio delle informazioni correlate a CAD, come i programmi CN, i piani di lavoro e disegni neutri appartenenti ad un modello specifico.
  • Tracciabilità garantita attraverso la gestione delle versioni e delle varianti.
  • Lavoro in parallelo / simultaneous engineering / working-around-the clock sempre nella versione aggiornata.

Gli elementi funzionali del PLM nella gestione dei dati CAD

  • Fornitura dei dati CAD in una memoria protetta
  • Creazione di versioni e varianti per monitorare e garantire la coerenza di tutti i riferimenti tra modelli CAD
  • I singoli componenti possono essere modificati o cancellati senza condizionare gli assiemi esterni
  • Supporto per la parametrizzazione e la strutturazione delle famiglie di elementi
  • Liste ˈwhere usedˈ e distinte base in diversi formati
  • Fornitura di parametri geometrici dal sistema CAD negli elenchi delle caratteristiche del sistema PDM

Il PLM apporta benefici a tutta l'azienda

L’introduzione inoltre di una soluzione PLM come PRO.FILE consente l’ottimizzazione dei processi di sviluppo R&D.

I vantaggi si possono rilevare in tutte le fasi del ciclo di vita, dallo sviluppo all’organizzazione del lavoro, dalla produzione fino al service post-vendita.

Benefici economici (misurabili):

  • accelerazione dei processi e dell’iter approvativo con processi di escalation
  • riduzione dei costi grazie al riutilizzo dei pezzi già progettati (sia meccanici che elettrici/elettronici)

Vantaggi indiretti:

  • Più rapido accesso ai mercati
  • Miglioramento della qualità dei prodotti

Sei alla ricerca di una soluzione PLM per gestire i tuoi dati CAD? Vuoi condividere la conoscenza salvaguardando la sicurezza dai dati? Prenota una demo di PRO.FILE e scopri anche tutte le altre interessanti funzionalità.

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Paperless : 6 ottime ragioni per cambiare

Paperless office: realtà o utopia?

Le tecnologie digitali continuano a evolversi e diventano via via sempre più accessibili, è sempre più facile pensare a una vita quotidiana senza la carta.
Ma è possibile, anche per le imprese, intraprendere il cammino verso un paperless office?

Le abitudini sono dure da abbandonare e le persone non amano il cambiamento, ma le organizzazioni basate su carta lottano ogni giorno per tenere il passo con la nuova era digitale. L’elaborazione manuale delle transazioni commerciali è inefficiente, richiede tempo ed è costosa. Ma fortunatamente, con la prevalenza del cloud computing, delle applicazioni di firma digitale, della gestione dei documenti e delle soluzioni di automation aziendale, la via verso la maggiore efficienza è facilmente raggiungibile. La digitalizzazione porta benefici in vari dipartimenti, dalla contabilità alle richieste delle risorse umane, dalla gestione contrattuale alla archiviazione di file.

La gestione documentale digitale deve essere un supporto, mai un ostacolo per l’azienda e le persone che ogni giorno la vivono. Procedure e processi devono essere introdotti in modo da ridurre il più possibile l’impatto sui flussi di lavoro consolidati e sugli equilibri raggiunti: gli utenti, per primi, saranno felici di perseguire questa nuova organizzazione paperless del lavoro perché comprenderanno l’utilità e la semplificazione che porta con essa.

Perché digitalizzare il proprio business?

Possiamo riassumere qui di seguito i 6 principali vantaggi per dirottare sempre più il proprio business verso il paperless:

1. Automazione dei flussi di lavoro
La gestione paperless e il processo di dematerializzazione possono contribuire ad aumentare l’efficienza in un’azienda sostituendo i documenti cartacei con il flusso automatico di dati e documenti. L’automazione dei flussi può semplificare le attività sensibili, attivando eventi attraverso un flusso di lavoro specifico e disegnato sulla singola azienda. Ogni persona coinvolta nel processo riceve una notifica quando è necessario compiere una determinata azione: basta dimenticanze, ritardi, smarrimenti di documenti o deterioramento.
Da dove iniziare? Quale ufficio rappresenta il collo di bottiglia dove le pratiche rallentano? E’ proprio da questo punto che è necessario cominciare a progettare il nuovo sistema di gestione documentale e dei processi.

2. Efficienza col turbo
Le attività divengono più rapide e consistenti e i file sono immediatamente accessibili sempre e ovunque, senza lunghe e improduttive ricerche all’interno degli archivi cartacei. Aumenta la qualità del lavoro e il tempo da dedicare ad attività ricche di maggior valore aggiunto o particolarmente critiche per la soddisfazione del cliente.
Il criterio di riservatezza e protezione deve essere garantito con l’assegnazione di opportuni privilegi di accesso, tuttavia è anche necessario evitare di porre troppe barriere alla circolazione di documenti che non sono riservati.

3. Soluzioni integrate
Le differenti soluzioni e piattaforme IT già presenti all’interno dell’azienda possono essere facilmente integrate in modo da moltiplicare le loro funzionalità e rendere vivi e pienamente sfruttabili i dati presenti al loro interno. Questo consente agli utenti di lavorare sulle attività attraverso una serie di piattaforme e di monitorare facilmente i progressi.

4. Meno carta = più green
Riducendo la quantità di carta utilizzata, è possibile ridurre l’impatto negativo dell’azienda sull’ambiente. Eliminando il supporto cartaceo non solo diminuirà l’impatto sull’ambiente dell’azienda, ma anche i costi potranno essere ridotti sensibilmente. Avendo tutti i documenti aziendali digitalmente organizzati e accessibili, non esiste più la necessità di effettuare fotocopie, spedire documenti a mezzo posta o dedicare costose porzioni dei propri spazi all’archivio: carta, inchiostro, toner, attività di manutenzione delle attrezzature e delle infrastrutture sono ridotte al minimo.

Al giorno d’oggi chiunque è chiamato a preservare e tutelare l’ambiente attraverso l’adozione di pratiche di vita green.
Pertanto, non solo nella vita privata ma anche in ambito lavorativo, la sostenibilità è diventata un vero imperativo; sempre più aziende stanno comprendendo il valore e i benefici che l’adozione di un business più green può portare all’ intero ecosistema e all’organizzazione stessa, sia in termini economici che produttivi.

5. Produttività remota
Accesso alle informazioni importanti anche da remoto, in qualunque momento e ovunque ci si trovi (ad un appuntamento con un cliente, in treno, in attesa in aeroporto, etc.)
Ma anche la possibilità di eseguire modifiche su dati e documenti, approvare richieste e attività, eseguire task secondo un workflow prestabilito direttamente da dispositivi mobile: tutto questo senza mettere piede in ufficio, ma con la garanzia di accesso a informazioni sempre corrette e aggiornate.

6. Disaster Recovery
E in caso di disastri o calamità naturali? Se l’unico archivio disponibile si trova presso la sede dell’azienda e documenti chiavi sono lì conservati non c’è alcuna possibilità di recupero. Una gestione paperless razionale e mediante una soluzione di gestione documentale permette di avere a disposizione un backup costante di tutti i documenti e le informazioni critiche e insostituibili e consente di riprendere la propria attività senza soluzione di continuità e mantenendo la piena integrità di ciò che è importante e vitale per una azienda.

In conclusione

Spostare il proprio business sempre più verso una gestione paperless e uffici senza carta è estremamente importante per il benessere dell’azienda e dell’ambiente. Non solo andrà a ridurre i costi e spingere la produttività, ma spostandosi verso l’elaborazione digitale delle informazioni l’impresa sarà portata a fare di più con meno, con notevole beneficio a favore dell’efficienza e della soddisfazione degli utenti tutti.

Stampare meno carta non è l’obiettivo principale, ma solo il prodotto di una rivoluzione più ampia e di un profondo cambio organizzativo che fa parte della digital transformation.

Stai cercando un partner che sia in grado di seguirti in tutto questo percorso proponendoti una soluzione aziendale per gestire l’informazione a 360 gradiScopri CADTEC e contattaci per conoscere le nostre soluzioni per gestire tutta l’informazione aziendale.

Fonti dell’articolo:
The Paperless Project
L’Adigetto, quotidiano di opinione virtuale

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Conviene investire in una soluzione PLM?

Introdurre in azienda una soluzione PLM porta all’ottimizzazione dei processi di sviluppo prodotto. I vantaggi sono ancora maggiori quando si estende il suo utilizzo anche oltre il controllo dei dati CAD e si arriva a gestire in modo strutturato tutti i documenti di prodotto e di commessa e le distinte base, organizzare e pianificare il flusso di lavoro e digitalizzare i processi nei diversi dipartimenti.

Gli effetti positivi del nuovo approccio al lavoro si evidenziano in tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto, dalla R&D all’organizzazione del lavoro, dalla produzione e supply chain sino al supporto post-vendita e manutenzione.

In base alle ricerche svolte dai principali istituiti di analisi e consulenza e valutate le esperienze degli utenti, investire nel PLM può portare in azienda un valore competitivo determinante e calcolabile con un ROI PLM.

I principali vantaggi di una soluzione PLM - Il ROI PLM per le aziende

Benefici quantificabili ed economici:

  • Processi accelerati e produttività in aumento.
  • Costi di sviluppo prodotto ridotti grazie anche all’ottimizzazione delle parti.
  • Sprechi in termini di tempo e risorse ridotti con attività a maggior valore aggiunto.
  • Presenza sul mercato più forte, grazie alla riduzione del Time-to-market.


Benefici non direttamente quantificabili e immateriali:

  • Qualità del prodotto incrementata.
  • Certezza e univocità del dato.
  • Servizio al cliente più efficiente, con rapido recupero di tutte le informazioni.
  • Immagine del brand rafforzata sul mercato.
  • Riduzione dei costi grazie al riutilizzo e all’ottimizzazione delle parti.
  • Riduzione dei costi grazie alla gestione dello sviluppo meccatronico del prodotto.

E ora vuoi metterti all’opera? Ogni azienda ha le sue specificità, ma sappiamo darti una stima dei vantaggi e dei benefici che puoi ottenere da una soluzione di Product & Document Lifecycle Management come PRO.FILE. Segui il ROI PLM Calculator di PRO.FILE e ti ricontatteremo per calcolare il tuo ROI con te.

Noi di CADTEC siamo PRO.FILE Competence Center dal 2002: vuoi esplorare insieme a noi le diverse opportunità del PLM? Ti mostreremo come e dove puoi trarre vantaggio dalla soluzione PLM, quali processi possono essere semplificati e come digitalizzare il tuo businessContattaci subito!

Fonte dell’articolo: blog PRO.FILE Italia

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7 miti della trasformazione digitale

Una trasformazione digitale di successo può offrire vantaggi significativi. Ma per ottenere i risultati desiderati le aziende devono prestare attenzione a non imbattersi in alcuni diffusi equivoci.

La trasformazione digitale ha tutto il potenziale per essere trasformativa; se fatta bene infatti, essa può consentire alla tua azienda di trarre benefici significativi e documentabili. I concetti e le strategie alla base della trasformazione digitale non sono nuovi, ma è fondamentale avere le idee ben chiare a priori, sul percorso che si andrà ad avviare.

Di seguito sette miti da sfatare sulla trasformazione digitale, definiti dagli esperti del settore e dai leader aziendali e IT.

Ecco i principali miti (falsi) della trasformazione digitale

Mito n°1: la trasformazione digitale è una competenza IT

Con le nuove ed emergenti funzionalità digitali, è importante ricordare che la trasformazione riguarda tanto la direzione quanto il reparto tecnologico. Per avere successo le aziende necessitano di poter valutare  il futuro reale utilizzo della tecnologia per migliorare il loro modello di business e connettersi con i clienti finali. La tecnologia può essere un potente attivatore, ma necessita indubbiamente di una  struttura organizzativa allineata a supportare gli obiettivi del progetto, di una cultura che accetti le motivazioni del cambiamento, e un processo intuitivo aziendale che connetta le persone e i sistemi;  peculiarità fondamentali per un risultato rivoluzionario.

Mito n°2: la vera trasformazione è il viaggio di un chip blu

C’è ancora molta confusione su ciò che realmente è la trasformazione digitale. C’è chi pensa che equivalga ad installare un nuovo sistema ERP, di conseguenza i grandi gruppi credono di poter dominare le loro imprese semplicemente perché hanno avuto successo nel passato. Altre startup, come Amazon, Uber e Netflix, tra gli altri, hanno riscontrato un enorme successo rispetto agli operatori tradizionali nei loro rispettivi settori. Molto innovativi,  osservano i loro processi e apportano aggiustamenti per migliorarli. La maggior parte delle aziende, però, non dedica il tempo necessario per capire i propri processi aziendali o creare mappe di processo attive. Più del 70% degli intervistati dell’indagine di Villanova nel 2016 che hanno espresso interesse verso la trasformazione digitale dei dati, ha affermato di non disporre di mappe di processo attive. Questo è il momento in cui i CIO esperti possono riemergere come salvatori . “Quando i tempi sono difficili, tutti vogliono soluzioni”, i CIO possono aumentare la loro influenza nelle organizzazioni che hanno bisogno di aiuto, guidando importanti sforzi di trasformazione digitale. Il ruolo del CIO diventa quindi di fondamentale importanza per il successo di questa trasformazione.

Mito n°3: la trasformazione digitale consiste nella riduzione della forza lavoro

La trasformazione digitale usa spesso l’intelligenza artificiale e le capacità di apprendimento automatico, portando talvolta a credere che il gioco finale della trasformazione digitale sia una riduzione dei posti di lavoro per le risorse umane.

Ma, così come è assolutamente fondata l’idea che  l’IA e l’apprendimento automatico potrebbero arrivare in un futuro molto prossimo, è altrettanto vero che c’è ancora bisogno dell’importante valore aggiunto derivante dall’esperienza dell’essere umano. Maggiore è l’automazione e l’analisi di dati, più è necessario il coinvolgimento e l’apporto delle persone per guidare gli algoritmi e tenere i processi sotto controllo.

Mito n°4: la trasformazione digitale è completamente basata sulla tecnologia

C’è la percezione che le aziende abbiano bisogno di nuovi strumenti, modelli e competenze per competere in un nuovo campo di gioco. Il 78% delle aziende intervistate afferma di utilizzare la tecnologia per ottenere risultati di business, ma solo il 28% è sicuro della propria capacità di applicare la tecnologia per raggiungere gli obiettivi aziendali. Le aziende spesso mirano alla trasformazione digitale perché vedono il cambiamento degli ambienti di business circostanti e delle richieste dei clienti, senza considerare che la tecnologia da sola, non è la panacea.

Infatti le aziende che puntano alla trasformazione digitale, devono tener conto di adeguati investimenti a livello di tempo e sotto il profilo economico per la costruzione della giusta cultura, oltre che per la trasformazione della funzione IT e l’acquisizione di nuove competenze e opportunità di partnership.

Mito n°5: il buy-in esecutivo è una cosa sicura

Affinché qualsiasi progetto abbia successo, è necessario il buy-in e il supporto continuo da parte della direzione; la trasformazione digitale non è diversa. Spesso tuttavia i dirigenti senior sono titubanti nel coinvolgere tutti i compartimenti aziendali, a causa della complessità del processo.

Per intraprendere un’ iniziativa digitale giocano un ruolo assai rilevante una motivazione seria e un solido impegno da parte della direzione. Con queste carte si può intraprendere con il piede giusto il percorso di cambiamento.

Mito n°6: la trasformazione digitale porta l’armonia tra IT e Business

Una trasformazione digitale di successo richiede la collaborazione tra l’IT  e il business, ma non bisogna dare per scontato che l’armonia tra IT e business sia un risultato garantito.

A questo proposito riportiamo quanto  dichiarato da Bennett di Schneider Electric, in riferimento ai rapporti tra IT e Business Unit. “Non vanno molto d’accordo. Provengono da punti di partenza veramente differenti.” “C’è una credenza persistente da parte degli uomini d’affari di essere limitati dall’IT piuttosto che esserne abilitati; mentre ci sono stati alcuni cambiamenti di paradigma quando si tratta di IT di base, lo stesso non vale per l’IT operativo.”

Mito n°7: il viaggio digitale finisce con l’implementazione

La trasformazione digitale non è sempre la pallottola d’argento per risolvere un problema aziendale. Doggendorf, vice presidente delle operazioni aziendali e CIO per la squadra di hockey Dallas Stars NHL, afferma di  aver aperto gli occhi dopo l’implementazione di un nuovo sistema telefonico con funzionalità di reporting per tracciare i dati di vendita. “Quando i direttori delle vendite hanno iniziato a guardare i sistemi”, ha dichiarato “le esigenze hanno iniziato a diventare sempre più grandi e quando vedevano una demo puntavano sempre più in alto “. L’IT ha acquistato un sistema con molte funzionalità, e  “onestamente, l’unica cosa che usano è la dashboard”, osserva. Con il trascorrere del tempo, Doggendorf dice di aver imparato che bisogna  “spingere indietro la comunità degli utenti e ottenere un impegno da parte loro” far capire loro che useranno un nuovo prodotto e dovranno impararne i meccanismi. “Così tante volte, gli utenti ci portano una soluzione che ritengono bella, ma non si rendono conto di cosa realmente potrebbe significare per loro. Ne è un esempio il sistema telefonico, che offre la capacità di effettuare l’analisi dei dati e della Business Intelligence, ma non viene utilizzato al massimo delle sue potenzialità”.

Un’ implementazione come si deve richiede un ambiente molto maturo, e una profonda revisione della cultura aziendale.

E la tua azienda vuole intraprendere con il piede giusto questo cambiamento?

Noi come Cadtec, possiamo supportarti dandoti le informazioni di cui necessiti, o maggiori chiarimenti per sostenerti prima e durante il tuo percorso di trasformazione digitale.

Siamo a disposizione con il nostro ufficio commerciale e i nostri tecnici specializzati, per un supporto preliminare, o assistenza specifica.

Fonte dell’articolo: CIO

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Piccola guida per una implementazione PLM di successo

PLM: un progetto del reparto Progettazione o del reparto IT?

Nell’industria manifatturiera odierna c’è un dibattito vivace e acceso se l’implementazione del Product Lifecycle Management (PLM) debba essere affrontato come un progetto di Ingegneria o come un’iniziativa IT. Quale approccio è risultato essere il più vincente? La risposta è: nessuno dei due. O meglio: entrambi.

Benché sia il COO che il CTO siano due protagonisti chiave del progetto, essi dovrebbero operare in modo indipendente per poter trarre il maggior vantaggio e valore dal ROI del PLM in tutti i dipartimenti aziendali: Produzione, Acquisti, Progettazione, Controllo qualità, Gestione della garanzia e IT. Il Dipartimento di Engineering ha un profondo interesse nel successo del progetto e nella rapida realizzazione per soddisfare i nuovi requisiti di progettazione del prodotto. Da parte sua, il CIO è anche responsabile del successo dell’implementazione, della manutenzione e del supporto dell’applicazione PLM. Entrambi dovrebbero essere consapevoli fin dall’inizio dell’importanza della loro collaborazione e della responsabilità che si assumono, come team, nei confronti delle altre business unit.

Il PLM come iniziativa Enterprise

Molte aziende manifatturiere affrontano questo dilemma ogni giorno quando intraprendono il loro progetto PLM.

Il PLM, inizialmente, ha fatto il suo ingresso nel mercato come sistema per la gestione dei processi di ingegneria e dei dati CAD. Ora è diventato la soluzione IT aziendale centrale più importante a cui tutti i sistemi in uso in azienda sono connessi.  Il PLM è diventato il sistema aziendale dominante che coglie le complesse sinergie e interazioni tra Produzione, Acquisti, IT, Ingegneria, Controllo qualità e Gestione delle garanzie. Tutti i principali leader del settore manifatturiero che traggono i massimi vantaggi dalla riduzione del Time-to-market e dall’efficienza dei costi di progettazione utilizzano un sistema PLM di livello Enterprise. L’implementazione del PLM nelle loro realtà ha successo perché è stato creato un team composto da ingegneri, responsabili finanziari, vendite, produzione, qualità e responsabili IT.

Il PLM si è spostato da un’iniziativa incentrata sull’ingegneria alla principale iniziativa a livello aziendale che collega tutte le operazioni aziendali che toccano il ciclo di vita del prodotto e il profitto di base.

Dove concentrare la propria attenzione per una implementazione di successo

Al fine di ottenere i migliori risultati dal PLM, i CIO lo stanno affrontando come un’implementazione a livello aziendale e mettendo in collegamento il reparto di Progettazione con la Produzione, gli Acquisti, il Controllo qualità, la Gestione della garanzia e le strategie IT.

I quattro elementi costitutivi fondamentali per il successo di una simile iniziativa sono:

1. Iniziare con un obiettivo, una missione

Prima di sviluppare la strategia e la roadmap per l’implementazione del PLM, i CIO dovrebbero innanzitutto concentrarsi sull’espansione del processo di allineamento e nominare le figure esecutive che guideranno l’iniziativa, in ciascun reparto. E’ importante delineare gli obiettivi che il PLM raggiungerà per tutti gli ambienti dal punto di vista di persone, processi e sistemi per definire un quadro “One Goal, One Mission“.

2. Formare un Core Team per la gestione del programma

Un errore comune (e grave) è ritenere che il reparto IT possa gestire tutto autonomamente e da solo. E’ preferibile creare un team composto da tutti gli stakeholders interni e da consulenti esterni di esperienza che possa definire una visione d’insieme del progetto e mantenere un equilibrio durante l’intera fase di implementazione. Questo core team aiuterà a colmare il divario tra tutte le unità di business, inclusi gli stakeholder primari come l’Ingegneria, la Produzione, l’Approvvigionamento e il reparto IT e a garantire i risultati migliori nel raggiungimento dell’obiettivo comune.

3. Valutare i vantaggi del software PLM per tutte le business unit

Scegliere il software PLM giusto, capace di dare il maggior ritorno dell’investimento, anche in termini di vendita del prodotto è essenziale. Ciò significa non solo IT e Ingegneria, ma anche Produzione, Approvvigionamento, Garanzia e Controllo di qualità. La valutazione del costo totale di acquisizione (TCO = Total Cost of Ownership) per l’intera azienda è fondamentale per il massimo rendimento.

Principali criteri da includere nella valutazione:

  • l’impatto sulla produttività del reparto di ingegneria e sul miglioramento dei processi,
  • l’efficienza della produzione,
  • la riduzione della responsabilità di garanzia e la validazione del percorso di controllo di qualità.

Le competenze del team IT e le funzionalità del software per la comunità degli utenti sono importanti in egual maniera.

4. Comunicare lo scenario futuro al team

Rendere proattiva e collaborativa la comunicazione in tutte le unità aziendali, in particolare tra i reparti non-IT che gestiscono il progetto PLM e il team IT, è fondamentale. Importante è ipotizzare e far toccare con mano lo scenario futuro in termini di miglioramento e beneficio del lavoro quotidiano, delineando l’ambiente As-Is e lo stato futuro di tutti i sistemi IT aziendali che saranno interessati dal sistema PLM aziendale. Individuare i requisiti completi della soluzione consentirà agli stakeholders non solo di comunicare in modo più efficace tra team, ma anche di pianificare un budget e prendere decisioni migliori insieme.

Perché?

  • Ad esempio, gli stakeholders potrebbero dover valutare la gestione della distinta base tra il sistema PLM e il sistema ERP e come gestire il progetto, decidendo dove salvare i dati.
  • Un altro esempio è quando il team IT deve prendere una decisione definitiva su quale database adottare (Oracle vs. MS SQL) per ospitare e standardizzare le tecnologie ERP e PLM in un’unica piattaforma di database.

In conclusione

Questi elementi costitutivi sono essenziali per gestire un’implementazione PLM di successo nel settore manifatturiero moderno. Il PLM è passato dall’essere un processo circoscritto al reparto Progettazione all’essere la principale iniziativa a livello aziendale che collega tutti i dipartimenti aziendali che toccano il ciclo di vita del prodotto e la redditività aziendale. La definizione di un obiettivo comune condiviso e portato avanti da un team coeso che rappresenta tutti i principali stakeholder assicurerà che l’implementazione del PLM possa apportare efficienze nella progettazione e in produzione e un incremento di produttività in tutta l’azienda.

PRO.FILE è una soluzione Enterprise che consente di gestire, controllare e integrare i dati e i documenti di prodotto dall’inizio alla fine del ciclo di vita. Consente inoltre di avere una visione end-to-end nell’organizzazione dei processi aziendali. Vuoi saperne di più? Contattaci per maggiori informazioni  o richiedi una demo.

Fonte dell’articolo: CIOReview

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Ciclo di vita del prodotto

Il ciclo di vita del prodotto: perchè gestirlo?

Ciclo di vita del prodotto

Che cos’è il Ciclo di vita del prodotto?

Il ciclo di vita del prodotto è un concetto che trae la sua origine in ambito marketing ed economico. Successivamente si è sviluppato per ricomprendere dati ed informazioni di prodotto appartenenti a tutta la struttura aziendale. Esso può essere applicato, oltre che ai prodotti, anche ai servizi con qualche variazione nelle fasi conclusive, ad esempio nello smaltimento ed in uscita dal mercato.

Il ciclo di vita del prodotto (PLC o Product Life Cycle) fa riferimento all’evoluzione di un prodotto dalla sua ideazione all’uscita dal mercato e prevede la suddivisione in quattro fasi principali: introduzione, crescita, maturità e declino.

Alcuni esperti aggiungono a queste quattro fasi una fase precedente di Ricerca e Sviluppo. Questa prevede tutto il concepimento, la ricerca e la creazione del prodotto in oggetto. Questa fase, infatti, ricopre un ruolo di fondamentale importanza proprio nella fase di gestione del ciclo di vita del prodotto perché racchiude dati, analisi, disegni tecnici ed altre informazioni che saranno fondamentali per i successivi passaggi del ciclo.

Introduzione

L’introduzione corrisponde alla fase di lancio del prodotto nel mercato di riferimento. Come anticipato, prevede precedenti attività di ricerca e sviluppo ma viene presentato al pubblico in questa fase. Tipicamente i primi clienti sono anticipatori che seguono le novità e cercano nuovi prodotti. Questa fase generalmente prevede uno stato economico di perdita ed ha una durata variabile in base alla predisposizione del mercato, alle strategie di marketing (e di prezzo) e alla capacità dell’azienda produttrice di migliorare i punti di debolezza del prodotto.  L’introduzione termina al raggiungimento del break-even point e corrisponde ad una curva positiva nelle vendite che di conseguenza porta alla presenza di concorrenti di mercato nella fase di crescita.

Crescita o Sviluppo

Nella fase di crescita lo stato economico registra un andamento positivo, i profitti cominciano a vedersi grazie, spesso, all’adozione di tattiche di economie di scala. Con l’introduzione nel mercato di nuovi concorrenti, la strategia di supremazia dovuta all’innovazione viene messa in discussione e pertanto si adottano strategie specifiche come l’aumento della gamma di prodotti o le varianti del prodotto. Questo ovviamente richiede la ripetizione di alcune delle fasi precedenti che producono la relativa documentazione da gestire. In questa fase oltre a informazioni economiche e di miglioramento del prodotto, necessitano di essere gestiti anche tutti i dati relativi all’ambito pubblicitario e i miglioramenti in ricerca e sviluppo.

Maturità

La fase di maturità è caratterizzata dalla stabilità del prodotto nel mercato e alla diminuzione dei prezzi. In particolare, vi è una forte intensificazione della presenza di concorrenza, tra le cui fila si introducono anche concorrenti di marche commerciali. A questo periodo corrisponde il picco di vendita e la successiva graduale diminuzione. Nel caso in cui la strategia di vendita lo preveda, il prodotto viene presentato anche ai mercati esteri.

Declino

Nel momento in cui i profitti si riducono rapidamente, si entra nella fase conclusiva di declino. Di conseguenza gli investimenti di promozione, ricerca e distribuzione vengono generalmente diminuiti. Le strategie che l’azienda può mettere in atto sono molteplici e variano dalla rivitalizzazione (migliorie e/o versioni), alla mietitura (ridurre al minimo gli investimenti), dalla sostituzione con il ‘nuovo modello’ del prodotto fino, in alcuni casi, all’eliminazione.

La gestione del ciclo di vita del prodotto

Una strutturata gestione del prodotto comprende le strategie e le metodologie che vengono messe in atto in azienda per monitorare e migliorare la qualità del prodotto, dei processi aziendali e delle attività di controllo. Questo permette innanzitutto di integrare varie aree aziendali, fornendo una visione d’insieme unitaria formata dalla interdipartimentalità dell’approccio di gestione del ciclo di vita del prodotto.
Le decisioni strategiche, appartenenti a vari ruoli e dipartimenti aziendali, saranno agevolate e velocizzate grazie ad un approccio di gestione del ciclo di vita del prodotto.

PRO.FILE come Product Data Backbone

La soluzione Cadtec per un’ottima gestione del ciclo di vita del prodotto è rappresentata da PRO.FILE by PROCAD. Non si tratta semplicemente di un prodotto d’unione fra PDM e DMS ma bensì un Product Data Backbone che rappresenta la base d’informazione centrale per tutti i reparti. Vengono gestiti dati di prodotto, disegni CAD, fatture, codici prodotto, distinte base, commesse e tutta la documentazione contenente informazioni legate al ciclo di vita del prodotto.

Nascono così dei dossier sui cicli di vita che forniscono trasparenza, chiarezza e integrazione a ogni fase; evitando ripetizioni, doppioni o modifiche non condivise. Inoltre, attraverso L’utilizzo di PRO.FILE come Product Data Backbone non vengono solamente registrati documenti ma si tiene traccia delle relazioni fra essi, dei processi che li sottintendono e delle persone responsabili di ogni passaggio procedurale.

Per ogni campo della struttura aziendale vengono create apposite viste o workflow per permettere solamente agli interessati di avere accesso alle informazioni di competenza. Questo consente una collaborazione semplice e chiara e permette alle figure dei Responsabili delle attività di controllo e analisi puntuali e di facile fruibilità.

Conclusioni e benefici della gestione del ciclo di vita del prodotto

Vi sono molteplici benefici derivanti da una corretta gestione del ciclo di vita del prodotto, tra i principali vantaggi dell’utilizzo di PRO.FILE come Product Data Backbone annoveriamo:

  • Gestione centralizzata dei dati di prodotto
  • Integrazione di processi e progetti con dati e documenti
  • Collaborazione sicura e protetta
  • Archiviazione elettronica dei documenti
  • CAD Data Management
  • Gestione documentale strutturata
  • Scansione e archiviazione dei documenti in arrivo
  • Controllo e monitoraggio dei processi e dei progetti aziendali

Cadtec da sempre si impegna per fornire supporto e competenza alle aziende che decidono di implementare il sistema PLM PRO.FILE. La gestione del ciclo di vita del prodotto, se viene organizzata e strutturata in modo esaustivo può fornire benefici sin dall’immediato.

Fonti

https://www.logisticaefficiente.it/wiki-logistica/supply-chain/product-life-cycle-ciclo-di-vita-del-prodotto.html

https://www.fabiopellencin.it/ciclo-vita-del-prodotto/

https://www.giornaledellepmi.it/la-rivoluzione-del-plm/

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Sviluppo interdisciplinare del prodotto col supporto del PLM

Le sfide nella progettazione meccatronica

I Dipartimenti R&D vedono sempre maggiore interazione tra CAD meccanici e CAD elettrici nello sviluppo del prodotto e ciò rappresenta una vera e propria sfida per i progettisti.
In base ad una ricerca condotta dalla VDMA (associazione tedesca costruttori macchine e impianti), nel caso dello sviluppo di progetti di carattere meccatronico, circa 80% degli ingegneri progettisti si dichiara non soddisfatto delle interfacce tra i sistemi MCAD e ECAD. Eppure occorre tenere presente che al giorno d’oggi i prodotti meccatronici non sono solo beni strumentali destinate all’industria, ma lo sono sempre più anche normali oggetti di utilizzo quotidiano: essi contengono infatti gruppi meccanici, componenti elettrici e anche elementi elettronici, talvolta anche corredati di parti idrauliche e pneumatiche.

Come superare le criticità

Adottando un approccio sistematico di carattere IT, la gestione coerente dei dati mediante una soluzione PLM può migliorare i processi di coordinamento e favorire l’efficienza nella gestione dei costi: a causa dell’elevato livello di complessità dei sistemi meccatronici, essi possono funzionare correttamente solo se tutti i singoli aspetti sono perfettamente armonizzati. Ciò significa, ad esempio, che la versione software valida è memorizzata nella EPROM giusta, sul circuito stampato correttamente e posizionato nell’alloggiamento adatto.

L’Università di Bochum, nella Ruhr in Germania, è guidata da molti anni dal Prof. Abramovici ed è una delle poche cattedre certificate ISO 9001 in Germania. Da molti anni le sue ricerche vertono nell’ambito esclusivo del PLM e dell’Ingegneria virtuale, con particolare attenzione all’ambito del PLM dedicato ai prodotti meccatronici. In base alle ricerche qui condotte dal Prof. Abramovici, le soluzioni PLM possono contribuire a ridurre di circa il 20% il numero di modifiche derivanti dalle interazione progettazione meccanica ed elettronica, consentendo alle aziende di ridurre i tempi e i costi di sviluppo.

I benefici del PLM nello sviluppo interdisciplinare

Le soluzioni PLM hanno lo scopo di colmare il divario tra le diverse discipline nello sviluppo e nella manutenzione dei prodotti meccatronici, e nel dettaglio

  • forniscono un unico sistema di memorizzazione di dati.
  • integrano i dati e le strutture di prodotto.
  • mitigano i problemi di coordinamento attraverso la gestione del flusso di lavoro e dei processi.
  • aiutano a sincronizzare e a documentare le attività scaglionate.

Anche la tua azienda progetta prodotti che racchiudono componenti di varia natura (meccanica, elettrica, elettronica)? Stai cercando un PLM che possa gestire tutti questi elementi ed armonizzarli? Affidati a chi ha già gestito progetti PLM specifici in questo settore e prenota una demo. Scoprirai come PRO.FILE può aiutarti a gestire in modo corretto dati, informazioni e processi di prodotti meccatronici.

Per approfondire: sito web PRO.FILE Italia

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Puoi progettare prodotti digitali solo se meccanica, elettronica e sviluppo prodotto dialogano (bene) tra loro

Nel sistema ERP sono presenti solitamente tutte le informazioni riguardanti i componenti venduti, sia quelli relativi alla parte meccanica che quelli derivanti della parte elettronica e componenti software. Grazie a questo approccio si può creare un collegamento tra i diversi componenti. Insomma: chi opera nel dipartimento Commerciale o Acquisti o Logistica trova le informazioni raggruppate all’interno di un unico sistema IT… il lavoro quotidiano, di conseguenza, ne risulta privilegiato.

Ciò però non accade negli uffici R&D / progettazione / sviluppo prodotto. O perlomeno non accade se manca la soluzione PLM che fa da collettore di tutte le informazioni e dati prodotto. Tutte le informazioni sono presenti all’interno dei diversi sistemi CAD (meccanici, elettrici, elettronici o sviluppo software), in modo stagno, senza collegamento tra di loro.

Perché è necessario un collegamento?

L’assenza di un collegamento non permette di mostrare interconnessioni, con inevitabili conseguenze:

  • Mancato allineamento tra le modifiche elettriche/elettroniche e quelle meccaniche. Se, ad esempio, un progettista elettronico decide di modificare le dimensioni di un circuito stampato, il progettista meccanico dovrebbe automaticamente essere informato della modifica così da adattare l’alloggiamento che lo contiene.
  • Aumento dei doppioni, soprattutto quando le parti sono utilizzate in più lavorazioni. Il lavoro di produzione viene rallentato e ritardato per capire quale sia la parte da utilizzare. Se il doppione non viene rilevato si rischia di produrre prodotti doppi o pezzi difettosi.
  • Mancato collegamento tra macchina e versione software installata. La value proposition di un prodotto si sposta sempre più nella direzione del software: non conoscere quale versione software sia installata in un macchinario consegnato ad un cliente significa rendere arduo il lavoro di chi dovrà fare la manutenzione sul macchinario.

Il Product Data Backbone

Parliamo di prodotti digitali quando il prodotto ha una elevata percentuale di tecnologia informatica e software. L’utilizzo di un Product Data Backbone consente il collegamento di tutti i dati di prodotto e delle informazioni relative alle differenti discipline: meccanica, elettronica, sviluppo software. Si favorisce la creazione di un vocabolario aziendale condiviso che rende facilitata la comunicazione interdipartimentale.

Indipendentemente dall’area di creazione del componente (meccanica, elettronica, software) è possibile navigare all’interno della struttura prodotto avendo evidenza della versione usata, le revisioni fatte, dove sono usati i componenti. Così facendo si riduce al minimo la riprogettazione di componenti già esistenti e si favorisce il riutilizzo.

Il PLM rappresenta il Product Data Backbone dell’azienda: integra le informazioni provenienti da diversi software di progettazione (MCAD, ECAD e Software). Grazie alla connessione con l’ERP già in uso si aggiungono le informazioni commerciali in esso archiviate: i progettisti possono accedere alle giacenze, ai costi, alle parti più facilmente reperibili presso il fornitore. PLM e ERP si scambiano informazioni in modo bidirezionale creando una struttura navigabile tra prodotti e progetti.

Il processo di sviluppo prodotto necessita di informazioni chiare e precise. E’ possibile sapere con certezza le parti già esistenti, chi le ha realizzate, gli effetti possibili in caso di modifiche (Impact Matrix). Tale processo riduce i tempi di coordinamento tra le varie discipline, incentiva la collaborazione, consente la messa in produzione velocemente e senza errori.
La progressiva e inarrestabile digitalizzazione renderà sempre più necessario un collegamento tra tutte le informazioni relative al prodotto: il PLM diventerà il vero Product Data Backbone, la spina dorsale dei dati di prodotto dell’azienda. In tal modo l’area meccanica, elettronica e lo sviluppo software comunicheranno tra loro in modo fluido e sarà più facile creare i prodotti digitali.

Lo sai che con PRO.FILE puoi gestire, oltre ai CAD meccanici, anche i CAD di progettazione elettrica ed elettronica? Potrai così gestire in modo più produttivo una unica distinta base meccatronica! La soluzione PRO.FILE consente di integrare nativamente i due CAD elettrici più diffusi in Italia, SPAC di SD Project ed EPLAN.

Richiedi una demo di PRO.FILE oggi stesso e scopri gestire in modo unitario e produttivo i tuoi progetti meccatronici.

Fonte dell’articolo e credits immagine: PRO.FILE Italia

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