Come prevenire la perdita di conoscenza in azienda

Indipendentemente dal settore in cui si opera, sicuramente nei prossimi 15/20 anni ogni attività lavorativa cambierà in modo radicale. Oltre 10.000 Baby Boomers compiranno 65 anni e la quasi totalità di loro raggiungerà la pensione. Un’intera generazione si ritirerà dal mercato del lavoro e i Millennials diventeranno i membri principali della forza lavoro.
Tutto cambierà, a partire dalla gestione della conoscenza.

Perché la conoscenza è importante?

Per molti anni la metrica principale in azienda è sempre stata il ROI (Return Of Investment), in riferimento al capitale: investo capitale A perché generi qualcos’altro (capitale B) che sia maggiore dell’input iniziale. Diretto, facile da calcolare, utilizzato ai vari livelli dirigenziali.

Il focus tuttavia dovrebbe spostarsi su un’altra risorsa fondamentale e preziosa, il tempo. Gestire la conoscenza in modo efficiente significa domande meno ripetitive, immediato reperimento dei dati necessari e delle informazioni, conoscenza che passa dall’essere conservata nella testa di un’unica persona all’essere resa condivisa e universale all’interno dell’azienda.

Tutto ciò significa risparmiare tempo e investirlo in diversi progetti e nuove idee. Prova per una settimana a registrare ogni volta che ti distrai dal lavoro perché qualcuno che ti pone una domanda che potrebbe essere una conoscenza universalizzata. Sommalo alla fine della settimana e vedrai che il risultato finale ti stupirà: cosa potresti fare impiegando queste ore in altre attività più produttive?

Qual è il costo reale della perdita di conoscenza?

A questo punto ci siamo fatti due idee:

  • la perdita di conoscenza potrebbe essere imminente (Boomers e persone che cercano sfide diverse).
  • la conoscenza è una risorsa fondamentale per un ogni organizzazione.

Ma sappiamo anche che viviamo in un momento in cui “Big Data” e “Analytics” sono termini di business importanti, quindi vogliamo essere sicuri che tutto ciò che stiamo facendo o adottando sia qualcosa che possiamo misurare.

Detto ciò… possiamo dare un valore alla perdita di conoscenza?

Come ha osservato un ricercatore in uno studio condotto da Accenture:
In genere, un dipendente che entra per sostituire un altro dipendente che sta cambiando azienda o sta andando in pensione deve passare il processo di fare tutti gli stessi errori del dipendente precedente

Allo stesso modo, la Sloan School of Management del MIT ha stimato che
“Ai neoassunti sono necessarie 20 o più settimane per iniziare a lavorare al meglio – 26+ settimane per manager e dirigenti – con un costo fino al 2,8% dei ricavi totali”

Rifletti bene: 26 settimane sono, in sostanza, più della metà di un anno lavorativo.
Se ci sono voluti sei mesi per assumere e avviare una persona alla mansione, questo significa che è passato un intero anno senza qualcuno rivestisse un determinato ruolo, un tempo enorme…
E allora? La perdita di conoscenza, in breve, è molto reale.

Come agire e quali strade seguire?

La consapevolezza della perdita di conoscenza è sempre più diffusa:

  • “reducing knowledge loss” su Google ha 185 milioni di ricerche.
  • “knowledge management” ne ha 149 milioni.
  • “knowledge management software” ne ha 87,2 milioni.

Le organizzazioni più illuminate sono alla ricerca di una risposta a questo problema reale prima che sia troppo tardi. Non è affatto facile e non esiste neppure una soluzione univoca, ma esistono vari validi approcci.

Eccone alcuni:

1. Pianificazione del passaggio di consegne
Gli errori possono essere comuni in questa fase. Le persone spesso pensano politicamente anziché strategicamente: ciò può influenzare le promozioni e le sostituzioni di una persona che sta lasciando l’azienda.
Processi di mentoring, percorsi di trasferimento della conoscenza, profonda riflessione per comprendere la differenza fondamentale tra “conoscenza tacita” e “conoscenza esplicita”, sono tutte attività che rendono il processo di sostituzione meno impattante.

2. Pensionamento sfalsato
E’ un aspetto molto controverso: come si fa a chiedere a qualcuno prossimo alla pensione di rimandare questo agognato traguardo e dedicare ancora un po’ di tempo all’azienda che ha bisogno della sua professionalità? Certo un incentivo è fondamentale, ma questo periodo deve davvero essere investito nel maggiore trasferimento della sua conoscenza e nell’identificazione di nuove persone per riempire i ruoli vacanti.
Diversamente non sarà che una perdita di tempo per tutti…

3. Engagement dei dipendenti
Coinvolgere i dipendenti, renderli partecipi alla vita dell’azienda ai diversi livelli, rendere il lavoro “divertente” è fondamentale. Aumentando il coinvolgimento, è possibile aumentare le possibilità che un dipendente rimanga in azienda per lungo tempo (prevenendo così la perdita di conoscenza). La sfida è questa: ‘Impegno’, che significa cose diverse per diversi dipendenti. Per alcuni significa più soldi, per alcuni significa più autonomia, per alcuni significa la possibilità di lavorare con un team differente, per alcuni significa più flessibilità e possibilità di lavorare da casa, e per alcuni significa birra gratis in ufficio. Dipende. E’ necessario investire del tempo nel conoscere i propri dipendenti e sapere cosa li rende “felici e soddisfatti”: così facendo saprai aumentare in modo tangibile i livelli di engagement e fedeltà e ciò impedirà necessariamente la perdita di conoscenza (in generale).

4. Coaching e collaborazione
Questo aspetto è comunque legato al coinvolgimento dei dipendenti, ma l’idea è di cambiare il modo di pensare alle persone: non più come “manager”, ma piuttosto come “coaching”, come allenatori.
Come ha rilevato il Harvard Business Review, la più potente condizione motivante per chiunque al lavoro – che lega fortemente quella persona all’organizzazione – è rendersi conto di fare progressi in qualcosa che ha un significato anche a livello personale e privato. La relazione “manager-dipendente” si basa su ciò che bisogna fare; la relazione “coach-dipendente” implica invece la comprensione e condivisione degli obiettivi da raggiungere ai differenti livelli.

5. La spinta tecnologia
Come per molte sfide aziendali moderne, la tecnologia è una pietra miliare per fornire soluzioni facilmente gestibili e scalabili per evitare la perdita di conoscenza.
In passato, le aziende hanno dovuto affidarsi al mentoring diretto come metodo principale per trasferimento di conoscenza durante il passaggio di consegne tra dipendenti. La tecnologia non pretende di divenirne un sostituto, ma può essere un potente additivo perché rimuove molti dei vincoli diretti, come l’interazione persona-persona.

Le nostre soluzioni di gestione dell’informazione sono dedicate a fornire il necessario supporto tecnologico: cattura e trasferimento della conoscenza, domande e risposte, idee e gestione dei processi. Una piattaforma in cui far risiedere tutta la conoscenza affinché sia pienamente accessibile a tutti, team di progetto o intere organizzazioni.

Collega i tuoi dipendenti con la conoscenza di cui hanno bisogno per avere successo nella loro attività quotidiana, e quando un dipendente se ne va, la sua conoscenza rimarrà come patrimonio per i presenti e i futuri dipendenti per continuare a sfruttarla e valorizzarla.

Affidati a chi ha già gestito progetti specifici nell’ambito della gestione e della condivisione della conoscenza e del know-how aziendale e contattaci.

Fonte dell’articolo: sito web answerub.com

PROCAD partner del progetto CPPSprocessAssistant del Frauenhofer Institut

I dettagli del progetto tedesco

Il progetto tedesco CPPSprocessAssistant è sostenuto dal Ministero federale dell’Istruzione e della Ricerca e mira a sviluppare un sistema di assistenza per l’industria di processo.
Tale progetto si inserisce tra i 12 selezionati dal Ministero tedesco nell’ambito del più ampio progetto di ricerca “Industrie 4.0 – Forschung auf den betrieblichen Hallenboden” (traduzione “Industria 4.0 – La ricerca nell’officina operativa”) per il quale sono stati stanziati 338 mln di €.

Guidato dal Fraunhofer Institut per la gestione e l’automazione industriale (IFF) di Magdeburgo, il consorzio di ricerca CPPSprocessAssistant raggruppa otto differenti partecipanti, ciascuno con una propria specializzazione. Obiettivo è quello di migliorare ed ottimizzare la disponibilità e l’efficienza energetica degli impianti.

PROCAD partner al progetto CPPSprocessAssistant del Frauenhofer Institut

PROCAD ha già supportato diverse aziende nell’applicazione e nell’efficientamento dei propri scenari di Industria 4.0. In questa specifica realtà PRO.FILE interagisce con altri sistemi e componenti industriali. A tale scopo viene sviluppato un sistema di assistenza basato su sistemi di produzione cyber-fisici: esso è costituito da moduli per la conformità di processo e sensori avanzati e l’accesso ai documenti viene realizzato mediante PRO.FILE. L’abbinamento tra i processi e gli esistenti sistemi di controllo consente una gestione ottimizzata ed efficiente della produzione e della manutenzione, contestualmente adattiva e con buone capacità di risposta, come richiede il concetto di Industria 4.0.

I processi di manutenzione e riparazione vengono automatizzati e, grazie alla manutenzione predittiva, ci si aspetta di ridurre significativamente la percentuale dei tempi di fermo, alquanto inefficienti e molto costosi.

Fanno parte del progetto un’APP per i dispositivi mobili e un server per la fornitura e la connettività dei dati sviluppato dal Fraunhofer Institut IFF per la gestione e l’automazione industriale. Abbinando il sistema PLM PRO.FILE di PROCAD con il portale di servizio, basato sul web, il prototipo gestisce -direttamente in loco- l’accesso ai documenti dell’impianto, elemento che costituisce la premessa per un servizio velocizzato e programmabile, punto irrinunciabile dell’industria 4.0.

Procad - Partner News

Record di fatturato per PROCAD nell’anno fiscale 2016/2017

Karlsruhe (Germania), fine maggio 2017

PROCAD inizia il nuovo anno fiscale più forte che mai con un altro significativo incremento della vendita di PRO.FILE, Document & Product Lifecycle Management

PROCAD GmbH & Co. KG ha completato il bilancio 2016/17 (al 31.03.2017) con un notevole aumento dei ricavi e degli ordini, superando i risultati già eccellenti dell’anno precedente. Il gran numero di aziende, sia tedesche che estere, che ha deciso di implementare la soluzione PRO.FILE dà conferma della sua strategia di business.
Nel 2016 sono stati assunti 13 nuovi dipendenti le proprie attività internazionali sono in continua espansione. Oggi la società con sede in Germania impiega più di 130 persone. PROCAD vende i suoi prodotti dalle sue cinque sedi tedesche e attraverso una rete di uffici e partner internazionali in Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Italia (tra cui CADTEC), Austria, Svizzera e Stati Uniti.

Fondata nel 1985, la società di sviluppo del software ha costruito il suo successo su aziende di medie-grandi dimensioni, specializzate in ingegneria meccanica e plants ed è anche in crescita in altre settori altamente tecnici e innovativi. Le soluzioni di PROCAD supportano queste aziende nello sviluppo, produzione e documentazione dei loro prodotti.

Nell’ultimo anno, PROCAD ha continuato ad espandere il portafoglio di soluzioni.
L’ultima versione 8.7 del suo prodotto di puntaPRO.FILE – aggiunge un certo numero di ottimizzazioni per dare agli utenti un modo più intelligente e efficiente di lavorare con i documenti in strutture tecniche; grazie anche all’add-on PRO.CEED, PRO.FILE si specializza nell’automazione dei processi PLM.

PROCAD ha abbracciato completamente l’epoca emergente della digitalizzazione e sta aiutando i propri clienti a realizzare la loro digital transformation. Se usato correttamente, la gestione del ciclo di vita del prodotto e del documento è in grado di dare un contributo decisivo e determinante in tutte le aree aziendali.